sabato 16 dicembre 2017

UNA TRIBU' CHE BOLLE


Il piatto che sto cucinando.
Il più lungo della mia vita.
Minestra di pesce.
Piccoli strani pesci con maschere da Antica Grecia.
Pesci volanti con le squame più ruvide di tutto il tegame.
Farla buona non è difficile.
Il problema è la consistenza.
L'ultima volta, che poi era la prima volta, venne buona.
Ma c'erano delle lische, roba da denuncia per tentato omicidio.

venerdì 10 novembre 2017

T D C



Ci sono libri che tendono a sparire. Romanzi irreperibili.
Tipo questo, sento che ora, mi potrebbe piacere.
Già una volta ci provai, non lo finii, sfiorai la metà, ma ne ho un buon ricordo.
Fu mia, la responsabilità.
Non mi ricordo se l'ho prestato. Non mi ricordo.
Ora riguardo che a volte riappaiono.



venerdì 20 ottobre 2017

UN'ALTRA RECENSIONE AL BUIO


Tra un'ora vado al cinema, ma io insisto, i film vanno visti prima di vederli.
Quello che vedrò è un buon film, la protagonista eccelle in un'interpretazione intensa e viscerale, sfiorando, più volte, una disperata simbiosi con il personaggio che interpreta. E' la storia di una cantante in disuso, della sua ultima tournée: il furgone che si ferma, i soldi che non ci sono, la droga pesante e la voce profonda. Un po' più deboli le scene dei concerti, molto meglio le scene intime, con tutto l'amore impossibile e il mal di vivere di un' artista che il successo gli andò un po' di traverso.  Ma le scene ambientate a Pisa, sono girate a Pisa?

foto thetravelnews.it

domenica 15 ottobre 2017

GRAZIE X



Sono stato ad una presentazione di libri.
In una chiesa sconsacrata, a Pisa.
Due romanzi. Una storia rave e una storia wave.
Una negli anni ottanta e una negli anni zero, penso cose tipo allegre danze tenebrose, su quella immaginaria fune sospesa tra il politico e il personale, tra la malinconia e la sovversione, con le colonne sonore in primo piano, a battere il ritmo ossessivo di avventure metropolitane raccontate in prima persona.
Ho messo nel sacco -Once were ravers- di Pablito el Drito, Agenzia X.
-I Pirati dei navigli- , Bompiani, di Marco Philopat, non l'ho preso perché il libro non c'era. Lo prenderò al più presto, curioso di questo 'sequel' di -Costretti a sanguinare- il romanzo più efficace e significativo sul punk italiano, almeno tra quelli che ho letto. Rilanciandomi sul retroattivo ho preso  -Ma chi ha detto che non c'è- Agenzia X, che pensavo fosse il romanzo di Gianfranco Manfredi sul movimento del 1977 a Milano e/o in Italia.  Manfredi di romanzi ne ha scritti un po' e pensavo che. Ma non è un romanzo e me ne dispiaccio, però ho l'impressione che mi piacerà lo stesso. Ora come ora, dopo una rapida occhiata, direi che potrebbe essere una monumentale scampagnata in un anno di bollentissimi spiriti.
Mi hanno fatto uno sconto generoso, grazie X.

martedì 3 ottobre 2017

MI SMARTAI


Passa un anno e mi arrendo.
Volevo whatsapp che gli sms ormai sono superati.
Volevo registrare al volo con la chitarra, per non farmi scappare cose che lì per lì mi suonano lampanti.
Quest'aggeggio mi ruberà tempo ai romanzi, alla musica, alla cucina, alla socialità?
Sì.
Brutta cosa.
Pace.



foto presa qui


giovedì 21 settembre 2017

QUESTIONI DI CUORE


Andiamo al Mirteto.
Qualcosa è cambiato.
Hanno recintato gli edifici, dichiarati tutti pericolanti.
In diversi punti la rete è stata divelta, i pali che la sorreggevano sono stati presi, si presume, ad accettate, il vandalismo, in questo caso, ci permette ancora di accedere all'interno della chiesa, il tetto non c'è, l'altare sì, il pavimento insomma.
Ma la vera novità è un'altra. Le capre. Una dozzina di capre.  Tutte diverse. M'avevano detto che  erano tremende, di starci attento. Oggi erano sorridenti, una poi, voleva venire in giù con noi, forse l'abbiamo accarezzata troppo, ma sai com'è, ti ci piglia la mano.
Sul ritorno, al Cisternone, trovo un cuore di vetro blu. Piccolo, nuovo, perso da poco, senza i segni del tempo. Penso di portarlo con me, metterlo in macchina, un amuletino-ricordino.
Poi passo davanti a questa lapide.


Il mio piccolo cuore di vetro blu l'ho messo sulla lapide, m'è venuto naturale.
Se lo cercate, è lì.



foto pietredellamemoria.it e marco83.com   (wiki)

lunedì 11 settembre 2017

UN PASSATO FAI-DA-TE


Avevo saputo di questa storia anni fa.
Un uomo che s'inventa il suo passato. E lo fa così bene che tutti ci credono.
Sostiene di essere stato internato in un campo di sterminio nazista.
Arriva ai massimi livelli dell'associazione deportati.
Ma uno storico lo sgama e la truffa finisce.





domenica 10 settembre 2017

EUTANABLOG ?


A maggio questo blog compirà dieci anni. Questo è il post numero 917. Con un po' di sforzo, potrei far coincidere lo scoccare del decimo anno, con l'avvento del millesimo post. Ma il pensiero mi va  a questo pensiero di Sburk:

Mi rendo conto che questo blog ha sempre meno senso. Ogni tanto ho degli sprazzi di attività ma mi sembra che siano veramente poca cosa. Ogni tanto penso di smettere. Ma al blog ci sono affezionata. Forse non è più tempo di blog.

E non mi riesce non esser d'accordo, i blog, come questo mio, sono invecchiati, e quest'invecchiamento, negli ultimi due o tre anni, ha avuto una vorticosa accelerazione. Ma cioè, cos'è che è cambiato? (C'entra qualcosa l'avvento degli smartphones?)




immagine da tomshw.it

giovedì 31 agosto 2017

BOLLE DI VITA


Pisa - Tirrenia, andata e ritorno.
In bicicletta.
34 km, che per me, sono tanti.
Il pezzo di ciclabile tra Via Battisti e Via Conte Fazio.
I fichi d'India, i graffiti, i tubi, le scritte sceme, le case basse: piccoli giardini per cenare, piccoli terrazzi per una birra sul mondo, tutto un po' lasciato andato con amore. Poi verso la Saint Gobain la ciclabile raddoppia, ma per poco, finisce subito.
Una pista ciclabile da Pisa fino al mare, dice la faranno, quanto ci vorrà?
Quando ci sarà, potrò dire alla mia amica tedesca 
-Si va al mare in bicicletta, non è troppo lontano-.
Sarà un giro bellissimo.

mercoledì 30 agosto 2017

AIKU


Abbracciarsi.
E' solo un abbraccio, una cosa d'affetto.
Però continua.
Totale trasporto.
E allora dai, la bacio sul collo.
Non troppo, non tanto, un po'.
Forse mi sta tentando.
Forse mi vuole bene.
Forse ho esagerato.