sabato 8 ottobre 2011

FARSI PROBLEMI


Gli uomini, per la maggior parte, hanno un pessimo istinto di combattenti. Esitano, si agitano, rinunciano. E la poca esperienza nel combattimento si è alla fine rivelata un vantaggio dal punto di vista evolutivo perché, prima della produzione di armi su scala industriale, chi voleva far male a qualcun altro era costretto a pensarci su. Certo, un uomo di Neanderthal poteva prenderti a calci in culo e poi staccartelo a morsi, ma va' a trovare qualcuno disposto a fare da cavia.
In alternativa, prendete in considerazione gli squali. Quasi tutte le specie iniziano già a combattersi e uccidersi nel ventre materno, e il risultato è che il cervello di uno squalo è ancora lo stesso da sessanta milioni di anni, mentre il nostro ha continuato a diventare sempre più complesso fino a 150 mila anni fa, quando siamo diventati in grado di parlare e, di conseguenza, umani. E' così che la nostra evoluzione si è trasformata in senso tecnologico, invece che biologico.
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In un eventuale spareggio, comunque, vincono quasi sempre gli squali. Questo perché noi uomini abbiamo un cervello le cui informazioni sappiamo trasmettere da una generazione all'altra, mentre gli squali hanno la loro vecchia e brava dentatura e sanno come usarla. E soprattutto, loro non si fanno problemi. Noi invece sì.
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E' una ben strana maledizione, a pensarci bene. Siamo fatti per il pensiero e la civiltà, più di ogni altra creatura da noi scoperta. Eppure l'unico nostro desiderio è diventare dei killer.

John Bazell - Vedi di non morire - Einaudi

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