giovedì 31 gennaio 2013

VERSO LA FINE


Dice c'è la crisi.
Dice allora facciamoci un film, sulla crisi.
Gli equilibristi.
Dice uno che lavora in comune piglia milleeduecento iuri al mese.
Dice che quell'uno lì c'ha due figli e una moglie. Tutti belli.
Però quell'uno lì si tromba una collega, e questa collega non è sua moglie.
Dice la moglie di quest'uno sgama sms al marito e lo lascia.
Un po' di tempo e lui se ne va. Fuori di casa. Cerca una casa. Gli affitti sono troppo alti.
E i soldi non bastano più. Lavora lei, lavora lui, ma con due figli e il mutuo, una separazione passabile è impossibile..
E lui inizia a sprofondare nella miseria, combatte, ma affonda. La pensione alla stazione costa troppo pure quella. E dalla trattoria abusiva passa alle mense dei senzatetto, che io a volte a vedere certe situazioni mi viene voglia di leggere la bibbia, capirci qualcosa di buono, poi desisto. Come se fosse facile trovare e tenere un secondo lavoro, un lavoro di fatica, che ti spacchi la schiena e non ce la fai.
A natale la situazione precipita.
Mi piace un casino quando la figlia dice -Qual è il problema?
Verso la fine inizio a temere l'arrivo del lieto fine italiota.
Ma temo anche la tragedia, che ci starebbe tutta, però non ho voglia di piangere.

foto da mxpress.eu


4 commenti:

m. ha detto...

Barbora Bobulova, Valerio Mastandrea.
Ora mi hai messo curiosità, anche se la recensione sul link non è che ne dica granchè

bart ha detto...

tragedia?

Ico Gattai ha detto...

A me mi garbò molto.

arco ha detto...

E' tutta colpa tua. Meno male che ci ho speso solo 3 iuri e mezzo, perché era il festival del cinema. Quando passo da Pisa mi devi un campari alla tazza come risarcimento delle due ore della mia vita.
La vera tragedia di 'sto film è il povero Mastandrea ridotto a recitare in codeste robe per tirare avanti la baracca. E' la crisi, bellezza...