domenica 24 febbraio 2013

IN TRENO


Non ci sono più i treni d'un tempo, che s'andava  a Firenze con 12milalire a/r.
Ma, a parte, la nostalgia, che come sentimento è fra i più inflazionati e questo blogghino vorrebbe guardà avanti. Lo spazio. Regionale veloce piano sopra e piano sotto. Sopra. Incastrato in pochi centimetri e sbriciolato fra discorsi di giovani che parlano di musica e  vanno a Roma a sentire non so quale gruppo e non lo voglio sapere che poi se fosse un gruppo ganzo mi tocca rivalutarli e sul piano musicale mai e poi mai. Io a quel tempo sarò stato anche peggio, lo so, ma mi manca lo spazio, ho dormito poco, mi manca l'aria, le gambe sono piegate in un angolo che ottenebra la circolazione.
Al ritorno il treno è a un piano solo. M'infilo in uno scomparto tutto di senegalesi. Che c'hanno facce sorridenti e la loro lingua non la capisco.

immagine da spamer-neal.weddingwindow.com

5 commenti:

Anonimo ha detto...

O, ma Gancio chi ha votato?

Ico Gattai ha detto...

Gancio non vota. E sbaglia.

Anonimo ha detto...

Pensavo votasse il Giannino, ora che e venuto a sape che un ha studiato una sega punta.

Anonimo ha detto...

Gancio entra nella cabina elettorale e VOMITA!

Anonimo ha detto...

Pensavo, prima vomita e poi entra cabina elettorale.