mercoledì 29 maggio 2013

IL CASTELLO SUL VUOTO


Giudicare un film senza averlo visto è un'arte che s'impara col tempo e con l'esercizio. Ma ci vuole anche una predisposizione naturale all'improvvisazione coerente e paracula. Mi è bastato leggere la recensione (Peter Bradshaw - The Guardian) su Internazionale dell'ultimo film dei fratelli Coen, per decidere che è un film che mi entusiasma.
Perché è ambientato nella New York dei primi anni sessanta, quando Bob Dylan sta per esplodere.
Perché in qualcosa ricorda Accordi e disaccordi di Woody Allen.
Perché racconta la storia di un folksinger che non si capisce nemmeno l'entità del suo talento, e perché esplora il mistero insondabile del momento in cui un artista viene illuminato dalle luci inebrianti del successo.
Si potrà sempre dire che su un film dei fratelli Coen si può scommettere a occhi chiusi,  ma quella di giudicare un film senza averlo visto è un'arte che si può applicare anche a film di cui si non si sa quasi nulla, quando si hanno solo pochi elementi per puntellare un discorso che potrebbe addirittura essere serio.

(foto soloparolesparse.com)

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