sabato 14 settembre 2013

QUANDO IL ROCK FINISCE


Li conto, sono 13, e non aumenteranno.
Ha finito di suonare il quinto gruppo ed è scattato il fuggi-fuggi.
Sono le tre passate, ci saranno tredici gradi. Tocca a noi. 
Il palco traballa completamente fradicio di birra e umidità.
Li conto, sono diventati otto.
Uno che batte i pugni sul palco, uno che alza un boccione di vino e insiste per un brindisi ai sopravvissuti, un attimo dopo crolla in terra, un roditore non identificato inizia a ronzargli intorno.
Poi ci sono tre che provano a ballare, due seduti in terra e uno con le braccia incrociate sul petto che ci fissa incazzatissimo. Non so chi è.
Tempo due pezzi e rimangono solo quello che continua  a battere i pugni sul palco e quello fermo che ci guarda molto male.
Un altro pezzo e spariscono tutti.
Presenze umane non verificate vengono segnalate tra le birre e le salsicce, dove ancora un fuoco arde.
Ora ci vorrebbe una rissa fra cani.


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