domenica 27 ottobre 2013

SCRITTURA GRAFFIANTE


Quando il Minotauro arriva inaspettatamente in mezzo a un gruppo di persone è inevitabile che qualcuno sia turbato dalla sua presenza: la donna che fa le vasche, per esempio. Quando, dopo averne completata una, si aggrappa al bordo di cemento nei pressi del trampolino per riprendere fiato, si toglie gli occhialini con le lenti arancioni - la fascetta elastica glieli tieni incollati alle tempie - e vede il Minotauro, ne è turbata. A mo' di Argo, dal bordo della piscina, dalla parte dove non si tocca, si dà una spinta ed esce, con l'acqua che le scorre sulle spalle larghe, le scende a rivoli giù per la rigida v dei muscoli dorsali, tesi e impressionanti sotto il costume nero, e si apre a ventaglio all'altezza dei reni prima di scivolare sulle rotondità delle solide natiche che escono dalla piscina. La donna non rivolge più lo sguardo al Minotauro, e in quel non guardarlo è comunque l'unica cosa che vede. Afferra un asciugamano appeso alla rete di recinzione, se lo posa intorno al collo, fa il giro tutto attorno alla piscina pur di non passare davanti al Minotauro. Cammina gocciolante per la passerella di cemento con palpabile indignazione. Cinquemila anni fa il Minotauro se la sarebbe mangiata, letteralmente. Ma il Minotauro non se lo ricorda.

Steven Sherrill - Il Minotauro esce a fumarsi una sigaretta  - minimum fax

Sarà un mese che mi porto nello zaino questo libro. Apro, leggo, funziona. Soprattutto in treno. Break di dieci minuti indiavolati. Ci faranno un film che va al Sundance? L'esordio di un giovane regista americano incazzato, di quelli che si tranquillizzano col tempo?
Credo di essere arrivato intorno a pp100. Andrò avanti un po' a zigzag. Non è un libro con la trama che ti mette fretta di sapere dove va. E' una storia ad andamento quotidiano con innesti di psicoarcheologia mitologica cretese.

foto da stevensherriill.com

1 commento:

ululì ha detto...

Zigo-Zago