venerdì 15 novembre 2013

SEGNALI DI VITA


Scendo dal treno e fuori da un bar c'è il tipo.
Uguale al mio babbo da giovane.
Uguale.
Che per un attimo penso di dirglielo, di presentarmi.
Cinque minuti dopo sul Lungarno, dove ci sono i pini, sotto le mura del bastione San Gallo.
Nell'erba un po' di uccelli morti, a pancia all'aria. Storni, credo.
Ecco, se fossi uno di quelli che è tutto un segno, che nulla è casuale,che  è tutto un percorso, se fossi uno di loro, che sintesi potrei fare di queste psicoesperienze?

immagine da friscofreakout.com

5 commenti:

Anonimo ha detto...

si, si, Ico.
Sara meglio che tu posi il fiasco.

Ico Gattai ha detto...

Vero, avrei da posarlo, lo poserò. Tu però sul sì affermativo mettici l'accento, e nel frattempo, strapuppamelo.

Anonimo ha detto...

Bravo Ico, te si (con l'accento) che sei un duro. Di comprendonio.

Ico Gattai ha detto...

E te sei sempre sul mio blog, yeah.

e. ha detto...

Ico,ma te sei un po',uno di quelli che e' tutto un segno
Comunque,leggo qui,che il caso non esiste.Quello che noi chiamiamo caso,e' solo uno schema che non riusciamo a decifrare.
Che fai di bono,oltre a prendere treni?