mercoledì 5 novembre 2014

IL DOVERE MI TEMPESTA


M'alzo prestissimo, c'ho da fare una cosa importante. Niente caffè, solo acqua. Sono le sei c'è una tempesta fuori che l'allerta meteo di bassa intensità se la mangia a colazione: auto che sbandano, scooter sdraiati sull'asfalto, semafori storti e rami di platano che sbattono e rimbalzano sulla strada e si rialzano in volo come galline impazzite. Torno a casa. Non è il caso. Ma di dormire non se ne parla. La cosa è importante. La bufera svanisce in pochi minuti. E allora vado. Parcheggio la macchina dall'altra parte della stazione e sono sul treno. Pochi minuti nel vento di Livorno e sono dentro nel palazzo della cosa importante. Prendo il numero e aspetto il mio turno.
L'ago mi entra nella vena senza incontrare resistenza. Forse questa volta non mi resterà il segno per giorni e giorni.
Poi urine, spirometria, visita medica con misurazione della pressione e domandone epico -Va tutto bene vero?- Puoi dire solo sì e non hai voglia di dire altro. Le analisi arriveranno in due o tre settimane.
Torno a casa, il senso del dovere oggi farebbe bene a temermi.

foto da www.gopixpic.com

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