sabato 16 maggio 2015

MADDAIMAX


Ieri pomeriggio mi sentivo uno zombie.
Allora vado al cinema, che il filmone apocalittolesco è quello che ci vuole.
Dopo la grande catastrofe l'umanità è agli sgoccioli, c'è un cattivone che tiene la popolazione nella sete e lui se la spassa con le mogli e i suoi guerrieri in cima al verde rigoglioso canyon. Ovviamente ci sono prigionieri ingabbiati perché c'è bisogno di sangue e di organi freschi. Ogni tanto un po' d'acqua al popolo, ma solo un po' che sennò smettono di scannarsi tra loro e vai a sapere che non s'organizzano e fanno saltare il monte, il potere, la struttura...
Poi un giorno una serva del grande capo, prende la blindocisterna e scappa con le mogli del padre, tipe molto fiche, vestite di bianco. Il film è tutto qui: due ore d'inseguimento, esplosioni, uccisioni, randellate, corpo a corpo volanti, tamburi di guerra e chitarristi lanciafiamme, esseri glabri e cianotici che in punto di morte si spruzzano una sostanza argentata sul volto per l'ultimata schiumata di gloria, il grido rituale è -Ammirami!- che metti uno fa l'impresa della vita con un travetto d'alluminio piantato nel profondo del costato, s'immola per l'eterno Valhalla e nessuno nemmeno lo vede, sai che delusione. Nel deserto c'è qualche tribù motorizzata con cui scannarsi per la benzina, o per l'acqua, o perché il film è solo un inseguimento e però i dialoghi sono anche peggio, e anzi quando la giostra si ferma perché la vecchia fricchettona apre la borsetta con i semi per rinverdire il futuro, la storia si atteggia a favola ecologica postatomica e  mi fa addormentare un paio di minuti, poi si riparte e in sala c'è solo da resistere al frenetico-compulsivo rimbombìo di scena e ammirare la bellezza gigantescofelica artigianale degli infiniti veicoli e di tutta la scenografia, costumi e oggetti di scena che ti viene da pensare che ci sia lo zampino dei mutoidi originali (alcuni dei quali tanti anni fa in quel centro sociale di Pisa, dirigevano uno scontro tra draghi meccanici che si sputavano fuoco, un piccione distratto finì arrostito....) Fino alla citazione finale, una cosa tipo chi siamo noi per non trovare mai pace sempre alla ricerca della parte migliore di noi stessi.
Esco dal cinema, mi fiondo nel mio bar del cuore e dei discorsi, che tutto quel deserto e quella benzina mi hanno seccato la gola, il peggio deve ancora venire, ecco che nella pagina visioni del quotidiano comunista, trovo due, e dico due recensioni di questo affare costato 150 milioni di dollari, ma se è per fare un kolossal 'altro' beh allora il budget è ampiamente giustificabile.

foto deviantart.net

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