giovedì 3 dicembre 2015

MI SENTO COMPLESSO


Cinema. Seconda serata. Tanta gente che esce, poca gente che entra.
Stiamo diventando mattinieri?
La felicità è un sistema complesso, il titolo funziona, la storia avanza in maniera asimmettrica, qualche scivolone surreale non gli fa per niente male.
Pensavo che Battiston e Mastandrea fossero co-protagonisti, invece poco Battiston e tanto Mastandrea, che, come al solito, non delude. Fa un mestiere strano, l'avvocato - tagliatore di teste, convince le cavallette a prendersi una pausa e delegare a cavallette più competenti il destino d'un'azienda in crisi. (Sono come la cavallette, passano loro, e non ci rimane niente). A suo modo etico, cerca di salvare qualche posto di lavoro.
Ci sono un un fratello e una sorella che dopo l'improvvisa morte dei genitori, imprenditori, si trovano a tu per tu con la volontà dei vertici aziendali di delocalizzare la produzione, andare in Romania, Timisoara. Ma il ragazzo appena maggiorenne ha una missione paterna da difendere -io voglio andare giù in paese e prendere il caffè, guardare tutti negli occhi- 
Anche il capitalismo, come la felicità, è un sistema complesso, succedono cose tremende e la colpa non è mai di nessuno. E metti che un rampollo dell'alta borghesia non voglia chiudere lo stabilimento e  voglia provare a non sbattere sul lastrico un migliaio di famiglie, che succede?
Fuori dal cinema, sensazione strana di storia riuscita a livello emozionale. Una commedia dal sapore sperimentale. Ci sono cose che non tornano, e però se le metti insieme, in un sistema complesso, possono tornare.






foto http://www.alteradv.it/

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